
Quante volte ci è capitato di essere molto contenti per aver preso un voto alto o di essere delusi di noi stessi a causa di un voto basso? Sicuramente in troppe occasioni. Questo nuoce alla nostra salute mentale e alla nostra autostima. Pensandoci bene, i voti alle medie, qualunque essi siano, hanno sia dei vantaggi che degli svantaggi per gli studenti:
- Vantaggi: i voti sono indicatori di progresso negli studenti; li formano per il futuro (facendogli capire l’importanza della disciplina, dell’impegno, dell’organizzazione e della costanza); sono uno stimolo all’ impegno per gli studenti (che vogliono rendere fieri se stessi e le proprie famiglie); aiutano inoltre le famiglie a capire quale ambito di studio potrebbe essere più indicato per il futuro;
- Svantaggi: procurano una grande ansia da prestazione negli studenti (che hanno paura di deludere i docenti e i loro genitori); forniscono una valutazione parziale (perché un brutto voto può essere causato da un giorno sfortunato, ansia o da altri fattori esterni); i voti, inoltre, causano una competizione eccessiva tra gli studenti (spesso si viene considerati stupidi a causa di un solo brutto voto).
Ma come si fa a gestire i voti senza essere condizionati da questi svantaggi?
- Non bisogna giudicarne il valore: non si deve pensare che un voto determini come è la persona;
- C’è bisogno di comunicazione: tra genitori, studenti e insegnanti, in modo da capire le difficoltà del ragazzo;
- è necessario dare maggior valore al progresso: bisogna premiare i passi avanti dello studente piuttosto che concentrarsi sul risultato finale;
- Occorre anche avere un approccio equilibrato: così che i voti vengano usati come strumento funzionale di crescita.
Cosa dovrebbero fare i genitori?
I genitori dovrebbero rassicurare i propri figli sulla questione dei voti, perché spesso i voti bassi, oltre a dare una grande delusione allo studente, gli trasmettono il messaggio che lui vale quanto il voto che prende (cioè poco).
Cioè: “bel voto” = studente bravo e intelligente e, “brutto voto” = ragazzo svogliato e ribelle.
Questo è sbagliato: ai propri figli bisognerebbe dire che il brutto voto non determina la loro personalità. Occorrerebbe dire loro che valgono e che hanno semplicemente utilizzato un metodo che non ha funzionato. Inoltre, non bisognerebbe punirli sottraendogli delle cose che amano o non facendogli fare cose che piacciono a loro, perché così si sentono semplicemente ricattati e ricattabili facilmente, aumenta la loro rabbia e diventano ancora più svogliati nello studiare.
Eleonora Hatfull e Laura Santos