Come funzionava Chernobyl power Compex?
Il reattore era dotato di 4 reattori rmbk1000 che producevano circa il 10% dell’energia dell’Ucraina. I reattori funzionavano con il biossido di uranio, capace di produrre 1000 megawatt al giorno.
Per far funzionare il reattore c’erano pompe elettriche che attraverso dei tubi erano collegate alla sede delle barre di combustibile; esse facevano circolare dal basso verso l’alto l’acqua, che poi veniva trasformata in vapore che veniva accumulato in dei serbatoi pressurizzati. Le barre erano unite alle turbine e il tutto era collegato a un sistema di trasmissione che faceva girare i generatori elettrici da 500 megawatt, e generava elettricità.
La divisione di un atomo pesante di uranio in due atomi più leggeri provoca una reazione che rilascia una grande quantità di energia, che poi viene trasformata e libera neutroni che vanno a colpire altri atomi di uranio. Per controllare queste reazioni il reattore era dotato di moderatori in grafite e dotato di barre di controllo che erano fatte di boro e assorbivano i neutroni rallentando la reazione; quando le barre sono alzate il reattore è acceso e quando scendono il reattore è spento. Queste barre impostano anche la potenza del reattore in base alla loro altezza.
Perché è esploso?
Le cause dell’esplosione sono principalmente due: la prima è che il reattore stesso aveva un errore di progettazione, la seconda è dovuta al fattore umano. Durante la notte del 25-26 aprile 1986 si stavano conducendo delle prove dell’efficienza del reattore in condizione di interruzione elettrica improvvisa. Lo spegnimento però fu interrotto perché in quelle ore c’era stato bisogno di elettricità e venne mantenuto il reattore al 50% della potenza. A causa di questo imprevisto il test fu anticipato di 10 ore, quindi svolto da operatori notturni che non erano qualificati. Il reattore si era ‘’avvelenato’’ con il gas xeno e qui sono iniziati i primi problemi perché l’impianto era diventato instabile: una regola base dei reattori nucleari infatti è non riavviare un reattore avvelenato da questo gas. Intorno alle 1:05 furono alzate tutte le barre di controllo tranne sei, violando le norme di sicurezza che ne prevedono almeno trenta inserite. L’innalzamento delle barre, insieme alle condizioni instabili, ha provocato bolle di vapore e aumentato la pressione. Tutto questo non venne riportato sui pannelli di controllo e quindi il personale iniziò il test. Verso le 1:24 qualcuno schiacciò il tasto az5 avviando la sequenza di scram, l’arresto di emergenza del reattore, abbassando tutte le barre di controllo. Questa azione diventò il detonatore del disastro, facendo saltare in aria il tappo di mille tonnellate che distrusse il tetto e facendo fuoriuscire tanto materiale radioattivo e fu seguita da un’altra esplosione molto più violenta. Per spegnere il reattore Uranio vennero usate circa 200-300 tonnellate di acqua, ma dopo fu cambiata strategia e vennero usate 5000 tonnellate di boro, sabbia, argilla e piombo. Dopo l’esplosione furono intraprese azioni per contenere le radiazioni, inclusa la costruzione di un sarcofago che andò a coprire il reattore. Successivamente ne fu costruito un altro chiamato New Safe.

Laris Kumar, Muneib Mustafa e Alberto Casini