I Progetti Educativi Zonali (PEZ) sono iniziative della Regione Toscana che offrono percorsi educativi e laboratori per bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 18 anni. La Zona Aretina ha ottenuto oltre 223mila euro per quest’anno scolastico, confermando l’impegno verso la scuola e l’inclusione. Sono stati attivati oltre 300 laboratori mirati all’inclusione scolastica di alunni disabili o con un background migratorio, all’orientamento, al contrasto, al disagio e alla promozione della lettura. Alcuni di questi laboratori, da circa due anni, vengono svolti nei nostri plessi da associazioni del nostro territorio, come BAOBAB, che propone diverse attività, sia di avviamento alla legalità sia di tipo culturale, tra cui i Tableau vivant.
Letteralmente, Tableau vivant significa “quadro vivente” ed è un’esibizione teatrale mimica dove gli attori “ricreano” un quadro e la storia che c’è dietro l’illustrazione finale. Questo attraverso non solo l’espressività dei movimenti, ma anche grazie a costumi, scenografie e spesso musiche che creano ritmi e le atmosfere adatte per immedesimarsi ancora di più nel dipinto.
Quest’anno nel laboratorio tableau vivant è stata coinvolta la nostra classe 1°A Margaritone. Gli alunni si sono divisi in tre gruppi e hanno sorteggiato il quadro che ogni gruppo doveva interpretare: “Psiche che saluta la sua famiglia” di Jacques-Louis David, “La memoria” di René Magritte e “La morte di Beatrice Cenci per decapitazione” di Paul Delaroche. All’inizio, come ci hanno raccontato i ragazzi nell’intervista, non tutti erano convinti delle opere che erano state loro assegnate, ma poi sono “entrati nel quadro” e, con molto impegno, si sono dedicati all’invenzione della coreografia e alla decisione dei ruoli, delle musiche e dei costumi più appropriati rimanendo così positivamente coinvolti; tutto ciò sotto la supervisione di Alessia Ghata, la referente dell’associazione Baobab. Alessia è nel mondo del teatro da molto tempo e da tre anni si occupa di tableau vivant; ci ha riferito che è molto orgogliosa del suo lavoro perché ritiene che questi laboratori portino “la bellezza e l’espressività” all’interno delle scuole, e tutti abbiamo bisogno di un po’ più di bellezza nella nostra vita.
L’operatrice si augura che questi laboratori possano avere una certa “visibilità” visto l’impegno e la passione con cui lei opera insieme ai ragazzi, nonché per la soddisfazione degli attori. protagonisti. Alcuni nostri compagni che hanno partecipato al progetto hanno commentato semplicemente: ” è stato un progetto davvero bello in cui ho superato alcune mie paure e insicurezze e mi sono anche divertito, lo rifarei e credo che altre classi dovrebbero sperimentare attività simili”.